500 a. C.
Migrazione di popolazioni Gallo-Celtiche in Valle di Susa.
58 a. C.
Passaggio di Giulio Cesare e suoi accordi con Donno, re delle Alpi.
13 a. C.
Alleanza tra Augusto e Cozio, figlio di Donno.
Cozio, che in un primo tempo aveva resistito ad Augusto, viene privato della sua dignità regia ma è comunque costituito prefetto di un vasto territorio, comprendente - grosso modo - la Valle di Susa, le valli del Pinerolese, la Valle di Lanzo, la Moriana ed il Brianzonese, con capitale Susa.
8 a. C.
Viene inaugurato, ad esaltazione dell’alleanza con i Romani, l’Arco di Susa in onore di Augusto.
63 d. C.
Il re Cozio muore senza eredi. L’imperatore Nerone trasforma in Provincia Romana il territorio da lui amministrato e vi pone un suo procuratore. Si accelera il processo di romanizzazione e di cristianizzazione del territorio.
I-IV sec.
Transitano in valle i primi Evangelizzatori, il cui passaggio è favorito dalla presenza della Via Coziana.
Nella seconda metà del IV secolo si afferma, con san Massimo, la sede episcopale di Torino, che estende in Valle di Susa la sua giurisdizione ed azione apostolica, sostituendo nell’evangelizzazione della nostra valle la precedente opera della sede di Vercelli.
V sec.
E’ l’epoca delle Grandi Invasioni Barbariche.
La Valle di Susa, quale via di passaggio, ne rimane segnata.
VI sec.
Intorno alla metà di questo secolo, Susa e la sua valle, integrate dal 513 al regno italico del goto Teodorico, conoscono un certo periodo di relativa calma e ripresa.
E’ il tempo di Sigize, o Sisinnio, un Goto mandato a Susa dal suo re Vitige, passato poi in seguito agli ordini di Costantinopoli.
Sono forse di questo periodo i primi residui archeologia che attestano la presenza in valle di un cristianesimo ormai forte ed attivo.
574
Gontranno (dei Merovingi) re di Borgogna porta i confini franchi alle Chiuse e contemporaneamente stacca la Valle di Susa e la Moriana dal vescovo di Torino ed eleva Susa a con-sede episcopale insieme a Saint-Jean de Maurienne.
726
Il franco Abbone fonda l’abbazia di Novalesa e la dota di numerosi territori sui due versanti delle Alpi.
773
Il re Carlo Magno, favorito dagli aiuti e dai consigli di Frodoino, abate di Novalesa, aggira e vince i Longobardi alle Chiuse. Come riconoscenza dei servigi ricevuti, il re potenzia ulteriormente il monastero novalicense.
815
L’imperatore Ludovico il Pio fonda sul Moncenisio l’Ospizio dei Pellegrini.
IX sec.
Sant’Eldrado è abate dell’abbazia di Novalesa.
X sec.
Con il definitivo tramonto dell’Impero Carolingio (888), l’Europa entra in un periodo di anarchia: da Est arrivano gli Ungari che devastano le zone orientali del nostro continente; da Garde Fraynet, presso Tolone, gli Arabi risalgono la Provenza e, oltrepassate le Alpi, dilagano in Valle di Susa.
I Monaci benedettini abbandonano Novalesa e si rifugiano a Torino, presso la Chiesa di Sant’Andrea (l’attuale santuario della Consolata) e di lì, per l’interessamento di Adalberto e poi di Ugo, re d’Italia, vengono indirizzati a Breme, nei dintorni di Lomello, presso Pavia, dove i monaci novalicensi costruiscono un nuovo complesso monastico.
983/87
Fondazione dell’abbazia di San Michele (Sacra di San Michele). Quanto sono chiare e precise le carte che documentano la fondazione di Novalesa, altrettanto sono oscuri gli antichi racconti che descrivono gli inizi di questo grande monastero.
Oggi molti studiosi sono propensi a ritenere che le origini della Sacra di San Michele non siano il frutto di un semplice atto di fondazione, ma piuttosto il risultato di tutta una serie di contributi, tra i quali è possibile anche quello di san Giovanni Vincenzo, distribuiti attraverso una certa successione di tempi e provenienti da una vasta gamma di forze operanti da molteplici direzioni.
In questo senso, notevole dovette essere il contributo proveniente da potenti pellegrini della Francia, come Ugo di Montboissier, che tanto fece a favore dell’abbazia micaelica.
1000
Probabile morte di san Giovanni Vincenzo. Secondo la tradizione tramandataci da un monaco clusino intorno al 1060 ed amplificata alquanto più tardi da un altro monaco che ne compilò la vita, fu arcivescovo di Ravenna, discepolo di san Romualdo e raggiunse la nostra valle divenendo eremita sul monte Caprasio. Sviluppò, sempre secondo la tradizione, la devozione a san Michele arcangelo sul monte Pirchiriano, dando inizio alla costruzione dell’attuale Sacra di San Michele.
XI sec.
La restaurazione novalicense. Nella prima metà del secolo XI, su iniziativa di Gezone, abate di Breme, un gruppo di monaci benedettini, guidati da Bruningo, torna a Novalesa per restaurare l’antico monastero.
1000-1125
Un’epoca d’oro per le lettere e le arti in Valle di Susa.
Intensa è l’attività culturale soprattutto nei monasteri di Novalesa e della Sacra di San Michele, dove vengono redatte, tra l’altro, due cronache: il Chronicon novalicense e il Chronicon clusino. Quanto all’arte, l’architettura dona in questo periodo alla Valle di Susa due monumenti significativi per la nostra Chiesa: la monumentale struttura della Sacra di San Michele e la basilica di San Giusto in Susa.
1027
Consacrazione della basilica di San Giusto di Susa.
1029
Fondazione in Susa del monastero benedettino di San Giusto da parte di Alrico, vescovo di Asti, suo fratello Olderico Manfredi, marchese di Torino e la contessa Berta moglie di Manfredi.
1033
L’imperatore Corrado II, sdegnato per le opposizioni al suo disegno di occupare la Borgogna, distrugge la città di Saint-Jean de Maurienne, sopprime la diocesi e la riunisce, con la Valle di Susa, alla diocesi di Torino.
1043
Adelaide, figlia di Manfredi, ed Enrico (figlio di Guglielmo, marchese del Monferrato) secondo marito di Adelaide, costruiscono una chiesa in Sant’Agata (ora Sant’Antonino) e la donano ai Canonici regolari di Sant’Antonino (Antoniani).
E’ la più antica carta riguardante la fondazione di una chiesa parrocchiale della valle.
1050
La Sacra verso l’apogeo. Intorno a quest’epoca si rafforza notevolmente la potenza del monastero di San Michele che riceve diversi privilegi apostolici da parte di papa Leone IX. Forte di questa nuova potenza intraprenderà presto una lunga lotta contro i vescovi di Torino per liberarsi delle loro intrusioni ed affermare la propria autonomia.
1065
La Bulla Major di Cuniberto e la prevostura di Oulx. Il 30 aprile 1065, il presbiterio della Chiesa torinese, radunato attorno al proprio vescovo Cuniberto, sottoscrive un solenne diploma redatto in duplice copia. Era la Magna Charta che consacrava la nascita della prevostura di Oulx, detta di San Lorenzo “de Plebe Martyrum”. Ad essa il vescovo di Torino donava più di quaranta chiese della Valle di Susa, tra cui la pieve di Santa Maria di Susa.
1147
Papa Eugenio III sosta a Susa nel monastero di San Giusto, chiamato in Francia dal suo antico maestro san Bernardo.
1168
L’imperatore Federico Barbarossa, vinto dalla Lega Lombarda, fugge con degli ostaggi per poter valicare le Alpi al Moncenisio, dove lo protegge Umberto di Savoia, ma a Susa i cittadini gli si rivoltano e gli strappano gli ostaggi. L’imperatore riesce a salvarsi fuggendo travestito.
1174
L’imperatore Federico Barbarossa torna in Italia ed incendia Susa, risparmiando solo le chiese, i monasteri ed il castello.
1186
Prime notizie degli Antoniani a Susa. Si tratta di un ordine religioso ospedaliero nato in Francia intorno al 1100. Il loro ospedale segusino di cui si hanno le prime notizie nel 1188, segue di qualche decennio un altro ospedale già esistente a Susa e precede di poco l’ospedale antoniano di S. Antonio di Ranverso.
1189
I Certosini. Si stabilisce in Valle di Susa presso località La Losa il primo nucleo di Certosini (ordine contemplativo fondato nel 1084 da san Bruno presso Grenoble).
1200
I Certosini emigrano dalla Losa a Montebenedetto sulle montagne di Villar Focchiardo.
1205-1208
I Templari ed i Gerosolimitani. Si hanno notizie di due nuovi ordini religiosi in Valle di Susa: i Templari (ordine religioso militare nato nel 1119 per difendere i pellegrini che si recavano in Terra Santa e soppresso nel 1307) con sede in Susa; ed i Gerosolimitani (ordine religioso cavalleresco ospitaliero con finalità analoghe al precedente) con sede a Chiomonte.
1213-1214
San Francesco in Valle di Susa. Viaggio in Francia ed in Spagna di san Francesco. Nell’andata o ritorno, ricevuto in Susa da Beatrice, sposa di Tommaso I, ne ottiene i mezzi per fondarvi un convento di suoi frati. Notevole sarà la loro influenza sulla vita religiosa di Susa e della valle.
1231
San Saturnino. Nel 1231 Rodolfo Barale di Susa lega con testamento alla prevostura di Oulx quanto possiede presso la chiesa di San Saturnino (Susa). Vi si erige un priorato con tre canonici aventi l’obbligo di residenza.
La chiesa di San Saturnino per arte e antichità è una delle più interessanti della zona. Secondo alcuni studiosi essa fu costruita sulle rovine di un edificio paleocristiano, originariamente tempio pagano di cui si vedono ancora i basamenti costituiti da blocchi di pietra tagliata in grossi gradoni di età romana.
1244
Papa Innocenzo IV fuggito da Roma a causa del conflitto con l’imperatore Federico II, sosta a Susa diretto a Lione, dove ha convocato un concilio contro l’imperatore.
1321
San Giusto: restauro della basilica. L’arcivescovo di Milano Aicardo concede favori spirituali a coloro che avrebbero offerto elemosine a favore della basilica di San Giusto di Susa, ormai cadente e bisognosa di un completo restauro.
1349
Il delfino Umberto II entra in monastero ed il Delfinato viene annesso al regno di Francia.
1358
Il trittico di Bonifacio Rotario. Bonifacio Rotario crociato e nobile cittadino di Asti, dopo una lunga prigionia, il 1 settembre 1358 reca sulla cima del Rocciamelone il trittico in bronzo, da allora oggetto di venerazione per il popolo della Valle di Susa.
1368
San Pietro da Ruffia. In questo periodo i contrasti tra Cattolici e Valdesi assumono toni accesi. Questi ultimi uccidono, durante un’irruzione nel convento dei Francescani a Susa, un capo dell’inquisizione piemontese, Pietro da Ruffia, domenicano. Nella diocesi di Susa è venerato come martire (2 febbraio).
1381
Inizia la serie degli abati commendatari alla Sacra di San Michele. Il primo è Guido di Saorgio, proposto da Amedeo VI che lo ebbe come consigliere di Stato. L’abbazia di San Michele è diventata ormai un caposaldo al servizio della politica sabauda, fino al punto che alcuni abati commendatari saranno scelti tra gli stessi principi di Casa Savoia.
1398
Vincenzo Aschieri di Giaglione, prevosto di San Giorio e monaco di San Giusto, è eletto priore del monastero benedettino di Novalesa. Nel 1418 ospiterà papa Martino V, eletto nel Concilio di Costanza e diretto a Roma.
Sotto il suo priorato termina la dipendenza di Novalesa da Breme e viene sventato un tentativo della Santa Sede di unire Novalesa alla Sacra di San Michele. Egli è anche però l’ultimo priore regolare di Novalesa. Dopo di lui (1434) si avranno, prima alcuni amministratori perpetui e poi, dal 1480, Priori commendatari con la famiglia dei Provana di Leinì.
1417
Decadenza. La vita religiosa nella Valle di Susa vive un periodo di crisi: diminuiscono notevolmente Benedettini ed Agostiniani. Inizia la serie dei commendatari anche ad Oulx. Il primo prevosto commendatario è Eymerico De Arcis.
1453
Il miracolo di Torino. In quest’anno Renato d’Angiò passa con le sue truppe il Monginevro diretto alla riconquista del regno di Napoli. Le truppe piemontesi di Ludovico di Savoia si attestano ad Exilles per contrastargli il passo.
Nell’attesa alcuni soldati mercenari saccheggiano Exilles e non risparmiano la chiesa, da cui rubano anche un prezioso ostensorio con l’ostia consacrata, e con la refurtiva scendono a Torino. Qui il 6 giugno avviene il miracolo: caduto il cavallo con il suo carico, l’ostia si eleva raggiante. Sul luogo del miracolo verrà costruita la chiesa del Corpus Domini.
1457
Guglielmo d’Estoutville. Il movimento di decadenza dei monasteri è ora in pieno atto anche nell’abbazia di San Giusto, tanto che la Santa Sede decide di nominare un amministratore perpetuo nella persona del potente e ricco Guglielmo d’Estoutville, della linea dei Borboni di Francia. Già monaco di Cluny e abate di San Martino a Parigi, diverrà in seguito arcivescovo di Rouen e cardinale.
Oltre che amministratore perpetuo di San Giusto fu anche, contemporaneamente, vescovo di Moriana e svolse un’intensa attività diplomatica a nome della Santa Sede.
Susa gli deve, oltre il restauro della basilica e del monastero di San Giusto, l’attuale sistemazione del campanile omonimo, che egli restaurò e dotò delle superbe guglie che lo sormontano e lasciò al monastero segusino notevoli lasciti in denaro per testamento. Il suo stemma è ancora visibile nell’affresco che fiancheggia l’entrata laterale della cattedrale presso porta Savoia.
1498
I Certosini di Montebenedetto si trasferiscono a Banda, più a valle verso Villar Focchiardo.
Sec. XVI
I più bei campanili che ancora oggi ammiriamo nell’Alta Valle di Susa sono stati edificati in questo periodo. La celebre Scuola del Melezet diede in questo secolo e nei due seguenti il meglio di sé in pittura, scultura ed architettura. Ma sarà prezioso notare che tutto questo rigoglio artistico non fu se non la continuazione di un movimento sorto nel secolo precedente, ed affondante, in certi casi, le sue radici nel secolo XIV. Intorno al 1350 si possono, infatti, datare figure significative come l’icona della Losa, mentre della fine del secolo XV sono gli affreschi rappresentanti i vizi e le virtù dipinti su una parete esterna della cappella di Santo Stefano a Giaglione.
1516
San Giusto di Susa ha il suo primo abate commendatario. Si chiama Pietro de la Baume. Egli era anche contemporaneamente abate commendatario di Santa Maria in Pinerolo e vescovo di Ginevra.
1564
Papa Pio IV conferma gli atti del Concilio di Trento e ordina di applicarne i decreti. Gli abati commendatari della Valle di Susa, tuttavia, non danno applicazione alle decisioni tridentine.
1569
La prevostura di Oulx continua a subire assalti da parte dei Valdesi ed Ugonotti. I danni questa volta sono fatti alla preziosa ed antica biblioteca che viene data alle fiamme.
1581
Fine dei Benedettini a Susa. Il cardinale Guido Ferrero, che nel 1577 aveva fatto la sua visita pastorale all’abbazia di Susa, visto il numero ridotto dei monaci e la loro non ripondenza ai principi del Concilio di Trento, li trasferisce d’autorità alla Sacra di San Michele.
1583
Con la bolla Deponente Clementia papa Gregorio XIII immette nel monastero di San Giusto di Susa i Canonici Lateranensi, chiamati a Susa dal cardinale Guido Ferrero.
1595
L’arcivescovo Carlo Broglia, divenuto vescovo di Torino nel 1592, intraprende le visite pastorali nella nostra valle affrontando incomprensione e disagi notevoli.
Nello stesso 1595 si interessa del trasferimento dei Certosini da Banda ad Avigliana.
1598
Pace di Vervins tra Francia, Spagna e Savoia. In Susa, a ricordo, si restaura ed amplia la chiesa del Ponte e la si dedica alla Madonna della Pace.
1609
Oulx: ricostruzione della prevostura. Dopo le peripezie delle fughe e migrazioni causate dalle guerre e rappresaglie, i Canonici della prevostura di Oulx tornano nella loro antica casa e ricostruiscono la chiesa ed il monastero.
1610-1615
In questi anni si costruisce a Susa un convento di Cappuccini, qui chiamati dalle autorità comunali preoccupate di opporre un argine al dilagare dell’eresia valdese, che, scesa a Meana da Fenestrelle, già stava minacciando la stessa Susa.
1622
La fine dei Benedettini alla Sacra. Il papa Gregorio XV con bolla del 10 dicembre decreta la soppressione della vita monastica alla Sacra ed approva l’istituzione di una collegiata di dieci Canonici in Giaveno.
1642
Addio dei Certosini alla Valle di Susa. Vengono soppresse per la scarsità dei monaci e per lo stato cadente degli edifici le certose di Banda e di Mombracco. Frattanto si lavora alla costruzione della certosa di Collegno, dove saranno radunati i monaci delle suddette case.
1646
I monaci benedettini lasciano l’abbazia di Novalesa, sostituiti dai Cistercensi.
1689
I Valdesi esiliati a Ginevra rientrano nelle loro Valli attraverso la Valle di Susa.
1713
Trattato di Utrecht. L’Alta Valle di Susa fino a Chiomonte, che prima faceva parte del Delfinato francese, viene annessa al Ducato di Savoia.
1728-50
Periodo molto intenso per la vita religiosa della Valle di Susa. I nuovi abati commendatari di San Giusto (Biandrate e Vittorio Amedeo delle Lanze) sposano pienamente la causa della riforma cattolica ed attraverso i sinodi e le visite pastorali riformano radicalmente la liturgia ed i costumi in Valle di Susa, dando un impulso nuovo alla vita cristiana.
1748
Si erige la diocesi di Pinerolo. Il prevosto di Oulx, G. B. D’Orlier de St. Innocent è il primo vescovo.
1749
Le due chiese segusine di Santa Maria Maggiore e di San Paolo vengono chiuse al culto e ridotte ad abitazione civile.
1772
Nascita della diocesi di Susa. Con la bolla Quod nobis del 3 agosto, Clemente XIV decreta la nascita della diocesi di Susa, componendone il territorio con le parrocchie costituenti le abbazie di San Giusto, della Sacra di San Michele, di Novalesa e, nel 1794, con la morte del primo vescovo di Pinerolo, della prevostura di Oulx.
1778
Ingresso nella diocesi di Susa del primo Vescovo Giuseppe Francesco Maria Ferraris dei Conti di Genola e fondazione del Seminario.
1804
Soppressione della diocesi di Susa. Papa Pio VII, prigioniero di Napoleone Bonaparte, attraversa la nostra valle diretto in Francia.
Vengono soppressi anche gli ordini religiosi. I Cappuccini ed i Francescani lasciano la nostra valle. Torneranno entrambi dopo la Restaurazione. I Cappuccini abbandoneranno poi definitivamente la valle nel 1866. I Benedettini Cassinesi, giunti a Novalesa nel 1821, la lasciano nel 1856.
1817
Pio VII restaura la diocesi di Susa. Giuseppe Prin di Sauze di Cesana è il secondo vescovo segusino.
1829
Il terzo vescovo, Monsignor Lombard, celebra il primo Sinodo della diocesi.
1871
Fondazione delle Suore Giuseppine di Susa.
1878-1903
In questi anni il Beato Vescovo Edoardo Giuseppe Rosaz svolge il suo ministero episcopale a Susa.
1882
Fondazione delle Suore Terziarie di San Francesco di Susa (oggi Suore Missionarie Francescane di Susa) da parte di mons. Giuseppe Edoardo Rosaz.
1895
L’antica chiesa della prevostura di Oulx viene affidata ai Salesiani, i quali vi aprono accanto un istituto.
1896
Viene fondato il settimanale cattolico diocesano “Il Rocciamelone”, che dieci anni dopo diventerà “La Valsusa”.
1899
Gli alpini portano sulla cima del monte Rocciamelone la statua in bronzo della Madonna.
1945
Il canonico Francesco Boretto fonda a Susa la congregazione delle Piccole Ausiliatrici del Clero.
1948
La “peregrinatio Mariae”. La statua della Madonna viene portata attraverso tutte le parrocchie della Valle di Susa.
1948
Si erige sulla Rocca Bianca sopra Meana, di fronte al monte Rocciamelone, il Monumento al Sacro Cuore di Gesù voluto dal Vescovo Umberto Ugliengo.
1961
8-9 luglio. Inaugurazione del Santuario diocesano “Madonna del Rocciamelone”. Il Vescovo mons. Garneri, promotore dell’iniziativa, consacra solennemente a Mompantero il santuario diocesano “Madonna del Rocciamelone”.
1991
Il 14 luglio, nella Piazza Savoia di Susa, il Vescovo mons. Vittorio Benardetto, attorniato da tutta la diocesi, accoglie il Papa Giovanni Paolo II. Durante la Celebrazione Eucaristica viene beatificato il vescovo Edoardo Giuseppe Rosaz.
1997
Centenario della fondazione del settimanale diocesano “La Valsusa”.
1999
Anno centenario della posa della Statua della Madonna sulla cima del monte Rocciamelone.
2000
22 settembre. Inaugurazione del Museo Diocesano di Arte Sacra di Susa.
2004
28 giugno. Inaugurazione dell’Ala Argentera del Museo Diocesano di Arte Sacra di Susa.
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